di don Cosimo Rolli

Il Canone 332 par. 2 si esprime così: "Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità, che la rinuncia si afatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno l'accetti.

Detto questo, la rinuncia al ministero petrino di Benedetto XVI suscita in me sentimenti di filiale ammirazione. Il suo gesto non si può non riconoscere che è di grande umiltà e di coraggio apostolico.

Pur comprendendo lo smarrimento di tanti cristiani, dobbiamo convincerci che la rinuncia del Papa, come lui ha detto, l'ha compiuta per amore della Chiesa.

La sua sofferta decisione credo che riveli il potere dell'amore e non come i grandi della storia l'amore al potere. L'ha deciso unicamente perché consapevole di non poter, e per l'età (Circa 86 anni) e per la salute malferma, guidare la Chiesa di Dio.

 

Il Papa ha rivelato anche una grande spiritualità "mi ritiro dal mondo e prego".

A tutti noi cristiani e uomini di Buona volontà rimane il dovere di pregare per la Chiesa, per il Papa Benedetto XVI, per il suo successore e per tutto il mondo.

Invochiamo con grande fede lo Spirito Santo e preghiamo la Madonna madre di Cristo Gesù e della Chiesa, sparsa in tutto il mondo, perché non manchino mai profeti e apostoli che siano annunciatori fedeli e giovani del Vangelo di Gesù.