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"Galileo Galilei non conosceva la lingua inglese". Con questa premessa Pietro Calcagnile ci informa di un recente "salvataggio" di: la lingua italiana.

Il 21 maggio 2012 il senato accademico dell’Università di Milano ha deciso di imporre la lingua inglese a tutti gli studenti della laurea specialistica prevedendo solo corsi in lingua inglese a partire dall’anno accademico 2014.

I professori di ruolo della suddetta Università si sono opposti ricorrendo al Tar della Lombardia che ha dato loro ragione.

Il Ministero della Pubblica Istruzione, guidato dalla ex ministro Stefania Giannini, ed il Politecnico di Milano hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato.

I giudici amministrativi hanno posto la questione di legittimità alla Corte Costituzionale.

I supremi giudici nel febbraio 2017 non hanno bocciato il decreto ministeriale voluto dalla ex ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini in quanto esso prevedeva la facoltà non l’obbligo per le Università italiane di introdurre corsi di insegnamento anche in lingua inglese.

Il Consiglio di Stato finalmente il 30-1-2018 ha dato ragione ai professori che si sono opposti alla decisione del Senato Accademico stabilendo che le Università italiane possono istituire anche corsi in lingua inglese ma innanzitutto i corsi devono essere effettuati in lingua italiana.

Tale decisione è importantissima perché salva la lingua italiana dall’invasione di altre lingue straniere.

A proposito, Galileo Galilei non conosceva la lingua inglese ma conosceva soltanto la lingua italiana e la lingua latina, eppure la Scienza  moderna ha fatto passi da gigante con le sue scoperte scientifiche.

 

Adesso tutte le Università italiane che hanno scimmiottato l’Università di Milano, compresa l’Università di Lecce, devono fare marcia indietro.

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