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I politici hanno dimenticato di togliere l'imu sulle seconde case e sui terreni agricoli.

 

Nel 1974 entrò in vigore la riforma fiscale voluta dal ministro socialdemocratico Luigi Preti.

Per obbedire al dettato costituzionale e per continuità sulla imposta di famiglia allora in vigore, la nuova riforma prevedeva di tassare cumulativamente tutti i redditi percepiti dal nucleo familiare.
Perciò, oltre alle imposte trattenute dal datore di lavoro per ogni singolo componente della famiglia tassato separatamente, scaturiva una ulteriore imposta dovuta alla sommatoria dei redditi di tutti i componenti della famiglia, chiamata appunto tassa sul cumulo dei redditi.
A seguito della riforma ci fu una campagna di stampa condotta principalmente dalla giornalista Oriana Fallaci e alla fine la Corte Costituzione decise di annullare l’odiosa imposta.
Adesso i governi della seconda repubblica hanno creato l’ICI prima e l’IMU poi tassando sia le seconde case che i terreni edificabili.
Se i possessori dei suddetti beni immobili possiedono altri redditi sicuramente saranno in grado di pagare le imposte dovute.
Se invece non possiedono altri redditi saranno costretti a vendere i beni posseduti ( ammesso che ci riescano ) oppure saranno i loro familiari a sopportare le incombenze dovute.
Quindi, la tassa sul cumulo delle imposte è uscita dalla porta però è rientrata dalla finestra.
Tutti i politici si sono dimenticati di togliere l’IMU sulle seconde case e sui terreni agricoli almeno per le persone fisiche che non possiedono altri redditi oppure per quelle che hanno redditi inferiori agli 8000 euro così come avviene per coloro che hanno redditi irpef.

Veglie, 11-2-2018

dr. Pietro Calcagnile

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