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L'amministrazione Paladini deve smetterla di occuparsi delle briciole e pensare ai tanti problemi del paese

La maggioranza Paladini, con un recente comunicato, ci racconta, relativamente all’approvazione del Bilancio di previsione 2018-2020, quanto siano stati bravi ad essere riusciti ad ottenere risultati strepitosi!

(Leggi i comunicati dell'Amministrazione Comunale ai quali fa riferimento il presente articolo: 

http://www.controvoci.it/new/index.php?option=com_content&view=article&id=1081

http://www.controvoci.it/new/index.php?option=com_content&view=article&id=1068)

Esordiscono scrivendo in grassetto che “Non ci sarà alcun innalzamento delle tasse…” E questo è vero, perché NON E’ POSSIBILE AUMENTARE I TRIBUTI LOCALI E LE ADDIZIONALI IRPEF: la legge 27 dicembre 2017 n. 205 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018”, ha esteso anche all’anno 2018 il blocco degli aumenti dei tributi e delle addizionali delle Regioni e degli enti locali, fatta eccezione per la TARI che, invece, può aumentare (o diminuire), in quanto è necessario coprire integralmente i costi di investimento e di esercizio del servizio rifiuti, recuperandolo dai cittadini in base alla quantità di rifiuti prodotti per unità di superficie e in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolta.

A Veglie, il costo del servizio, passando dalla raccolta a cassonetto a quella porta a porta, è aumentato di circa 90.000,00 per diversi motivi, che non stiamo qui ad analizzare; il bando e la decisione di procedere alla racccolta dei rifiuti con il sistema porta a porta (ormai inevitabile al fine di avere una gestione dei rifiuti moderna e ambientalmente sostenibile), è stato pubblicato a gennaio 2015, quindi 6 mesi prima che si insediasse quest’amministrazione. Gara, tra l’altro, non riferita al solo comune di Veglie ma a tutti i comuni attinenti alla cosiddetta ARO 3/LE (Ambito di Raccolta Ottimale). Il servizio sta dando effettivamente i suoi frutti, attestandosi a percentuali di raccolta differenziata molto buone, grazie alla sensibilità dei cittadini vegliesi e al lavoro degli uffici e della società aggiudicataria del servizio: ed è proprio grazie a queste percentuali di raccolta differenziata se, per il 2018, si è abbassata l’ecotassa, passando da 60.000 a 10.000 euro. Inoltre, nel passaggio al servizio porta a porta, grazie all’autodenuncia dei cittadini, sono stati recuperati circa 30.000 mq in più di superficie tassabile (quindi è aumentata la base imponibile sulla quale spalmare il costo del servizio); la maggioranza, ha deciso di distribuire questo surplus solo a favore delle famiglie numerose (da 4 componenti in su) e a favore delle attività commerciali e manifatturiere. Bene, a Veglie vi sono circa 5200 famiglie di cui 3600 con numero di componenti da 1 a 3 e le restanti 1600 con componenti da 4 e più: è facile dedurre che dividere una certa somma disponibile per 1600, dà come risultato un valore più alto e, naturalmente, più “eclatante”, rispetto al fatto di dividere la stessa somma per 3600 o, addirittura, per tutte le 5200 famiglie vegliesi: se avessimo diviso il vantaggio ottenuto grazie all’autodenuncia dei cittadini, per tutte le famiglie di Veglie, avremmo avuto riduzioni di appena qualche euro/anno per famiglia… ma si sarebbe dato a tutti, anche perché, si potrebbe obiettare, sono tutte le tipologie di famiglie che concorrono a contribuire ai costi del servizio secondo i principi di proporzionalità e di capacità di produzione di rifiuti. È stata una scelta di questa maggioranza, condivisibile o meno, ma una scelta (finalmente!).

Un bilancio di risanamento, (così come viene definito nel comunicato) è doveroso e da perseguire ma, allo stesso tempo, è altrettanto improcrastinabile migliorare e aumentare, la qualità della spesa: riduzioni di spesa di qualche migliaio di euro per cancelleria, riscaldamento degli uffici, sono utili (e, probabilmente, dovuti anche allo svuotamento degli uffici per trasferimenti e pensionamenti). Facciamo notare che riduzioni della spesa dovute quasi esclusivamente alla diminuzione del personale, non possono essere sostenibili a lungo andare, in quanto tutto questo si sta traducendo inevitabilmente, in riduzioni della capacità produttiva degli uffici stessi, oltre al fatto di esporre lo stesso ente a potenziali e pericolosi errori e mancanze: speriamo che il nuovo piano di assunzioni previsto per il 2018 (che prevede 9 nuove assunzioni da suddividere tra i vari uffici), si concretizzi al meglio e velocemente… 

Un buon padre di famiglia, se indebitato, deve sì cercare di risanare i propri conti, ma non può far morire di fame i propri figli!

Dal punto di vista delle entrate previste nel bilancio per il 2018, ci comunicano che entro l’anno sarà emanato un bando per la concessione degli spazi pubblicitari (mediante l’impiego di pannelli 6×3): ma davvero è questa l’unica idea che questa maggioranza riesca a partorire per incassare qualcosa in più???

Non si potrebbero avere interessanti entrate anche mettendo a reddito gli immobili comunali? Casa Tramacere per quanto tempo deve restare ancora chiusa e abbandonata? Perché non si concede in uso alle tante associazioni presenti sul territorio, magari mediante un bando che contempli anche corrispettivi congrui per il loro utilizzo? Il vecchio comune, la struttura di Via IV Novembre e l’Area mercatale, non potrebbero, se opportunamente utilizzate e messi a disposizione, fornire ulteriori entrate? E tutti gli altri immobili comunali concessi ad uso temporaneo per i vari eventi organizzati dai cittadini e dalle associazioni, sono sfruttati e controllati nel loro utilizzo adeguatamente? O stiamo perdendo risorse anche da lì?

Quali politiche si immagina di attivare per attrarre gli investimenti privati (sia produttivi che residenziali)? Possibile che un semplice filo della corrente elettrica pubblica, che attraversa una parte dell’area PIP, stia bloccando da oltre un anno l’avvio e la realizzazione di attività produttive che porterebbero entrate per le casse comunali, posti di lavoro e sviluppo di indotto?

 Sempre sul fronte delle previste entrate, non scrivono nel loro comunicato, della previsione per il 2018 di meno 75.000,00 euro (-22%) di entrate da rilascio di titoli abitativi (e conseguente diminuzione delle quote destinate a spese correnti e manutenzione del patrimonio) e non scrivono nemmeno delle recenti ingiunzioni di pagamento che stanno interessando molti cittadini, pretesi dopo quasi 10 anni a causa della rideterminazione dei contributi alla costruzione. Queste sarebbero le tasse che si abbassano?

 Sarebbe opportuno, anziché vivere alla giornata puntando a recuperare qualche migliaio di euro qua e là, anche con deroghe forzate ai piani di lottizzazione sui comparti di espansione, avere il coraggio e la capacità di affrontare la questione dello sviluppo urbanistico di Veglie, mettendo mano ad un nuovo strumento urbanistico generale che darebbe, evidentemente, la possibilità di stimolare, organizzare e pianificare lo sviluppo urbanistico, economico e sociale del territorio, rimediare agli errori progettuali del passato e rispondere ai cambiamenti e alle esigenze del paese che vuole crescere e investire, ma che non ha gli spazi e gli strumenti giusti per farlo! E questo sì che permetterebbe effettivamente di attrarre famiglie e imprese e, di conseguenze, aumentare significativamente le entrate di bilancio.

E ancora, ci siamo accorti della “banca” che abbiamo a disposizione? Attraversata durante i mesi estivi da migliaia di automobilisti forestieri? La nostra circonvallazione, se opportunamente presidiata e controllata (anche mediante dispositivi automatici di rilevamento della velocità e di rispetto della semaforizzazione) permetterebbe, prima di tutto, di renderla più sicura e poi, di conseguenza, di incassare importanti entrate da sanzioni del codice della strada (in bilancio quest’anno sono stati previsti appena 20.000,00 euro, e tutti a carico, evidentemente, dei cittadini vegliesi). 

Quali politiche di intervento sociale si stanno facendo, anche per alleggerire il forte e quotidiano impegno degli uffici? Sarebbe auspicabile attuare una seria politica regolamentata di esenzione per le fasce più deboli della nostra popolazione. Per esempio, il contributo comunale per il costo della mensa, viene riconosciuto solo alle famiglie che hanno figli che frequentano la scuola per l’infanzia e concesso indistintamente a tutti: non sarebbe auspicabile regolamentare le esenzioni secondo le fasce di reddito delle famiglie e per tutti i gradi di scuola? Perché devono usufruire dello stesso aiuto sia le famiglie benestanti e sia le famiglie in difficoltà? Forse perché questa maggioranza ritiene più efficace e utile avere e mantenere un “rapporto diretto” con quelle in difficoltà?

E’ veramente ora di cominciare ad amministrare seriamente questo comune, smetterla di tirare a campare e di accontentarsi delle briciole, e mettere mano concretamente ai tanti e importanti problemi che il nostro comune purtroppo ha! 

E smettiamola di offendere e prendere in giro chi cerca di dire la propria (anche criticando) attraverso i social: considerando quanto siano scarse se non nulle le possibilità di partecipare alla vita amministrativa (no Consulte dei cittadini, no Consiglio Comunale dei ragazzi, no Regolamento amministrazione condivisa, no bilancio partecipato, etc.), è il minimo che si possa ricevere!

Veglie, 30 aprile 2018

VEGLIEDOMANI

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