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Nutre la mente soltanto ciò che rallegra.

Cari ragazzi, care ragazze

all’inizio del nuovo anno scolastico 2018-2019, desidero farvi giungere il mio cordiale saluto ed il mio affettuoso augurio.

Certamente, l’inizio di ogni cosa è sempre un’emozione e racchiude in sé tante aspettative, sogni, speranze e talvolta anche preoccupazioni.

Lunedì 17 settembre si ricomincia e la prima nota della sinfonia che aprirà anche quest’anno scolastico è l’appello; chi lo pronuncerà è il maestro di un’orchestra speciale, in cui ognuno suona secondo il suo timbro unico e personale. Verrà pronunciato il vostro nome, come una chiamata a cui potete o meglio dovete rispondere solo voi. Lo spartito è la grande armonia che siete chiamati a diffondere nel mondo, come singoli e come gruppo. Affrontate questo nuovo anno scolastico con passione e allo stesso tempo con fiducia nella guida formativa dei vostri genitori, in primis, dei vostri docenti e del personale scolastico, attori principali e indispensabili per una rinnovata costruzione di una società.

Nutre la mente soltanto ciò che la rallegra

Sono sempre più convinto che la mente e il cuore si rallegrano quando sono afferrati dalla bellezza che mostra l’unicità di qualcosa che nasce dall’anonimato e raggiunge il suo compimento; la bellezza trasforma in volto ciò che è indistinto e senza identità.

Sulla scorta di due testimoni del nostro tempo, Steve Jobs e Papa Francesco, due figure profondamente differenti tra di loro ma accomunate dal fatto che nella loro testimonianza di vita e nel loro linguaggio scaturiscono messaggi alquanto significativi ed efficaci, a me piace pensare che voi giovani siete e dovete sempre più diventare “cercatori curiosi e sognatori folli”.

Con immediatezza ed efficacia, l’espressione invita a non perdere la voglia di imparare, a essere sempre curiosi, a non smettere di cercare in modo folle e non convenzionale, a non pensare di avere imparato tutto e subito ma ad essere pronti a mettersi in gioco per continuare a cercare.

La frase è, dunque, un monito a non perdere la curiosità, l’ambizione di cambiare il mondo con un pizzico di sana follia facendo tesoro anche degli insuccessi e di scelte che potrebbero sembrare sbagliate ma che poi si rivelano apportatrici di novità.

Papa Francesco, durante il recente incontro al Circo Massimo, ha invitato i giovani ad essere sognatori. “I sogni – ha detto il Pontefice – ci aiutano ad abbracciare l’orizzonte, a coltivare la speranza in ogni azione quotidiana. Un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato. I sogni sono stelle che indicano il cammino da seguire. Ecco, voi avete nel cuore queste stelle che sono i vostri sogni, le vostre responsabilità, i vostri doveri. Fate che siano anche il vostro futuro! E questo è il lavoro che dovete fare: trasformare i sogni di oggi nella realtà del futuro”.

Il futuro radioso e splendido è davanti a voi, realizzatelo sin da ora nel vivere responsabilmente il vostro quotidiano, in ogni aula come in famiglia, come in parrocchia o associazione.

Vi auguro di vivere a pieno questa vostra stagione di vita, un tempo meraviglioso in cui l’orizzonte delle prospettive culturali, sociali e relazionali si apre a 360°.

Quante speranze, certamente, albergano nel vostro cuore!

Ecco, il messaggio su cui vi invito a riflettere: essere curiosi cercatori e sognatori folli. Follia, in questo caso, non va intesa nel senso dello sballo o nel mettere coscientemente e volutamente la propria vita e quella degli altri in situazioni di pericolo.

La follia di cui parlo, invece, è vivere l’esistenza come una meravigliosa avventura, da esplorare con creatività per cercare una felicità piena e duratura, andando (se è necessario) controcorrente senza lasciarsi risucchiare dalle mode passeggere.

Per concludere, mi viene in mente una recente canzone di Renato Zero:

Non abbandonare i sogni, se puoi. Dagli forza e consistenza, e poi lascia sian loro a prenderti e a portarti un’altra volta via di quiTi andrebbe di cambiare il mondo con me?”.

Quando avete buttato nel mondo di oggi un ragazzo senza istruzione,

avete buttato in cielo un passerotto senz’ali.

(don Lorenzo Milani)

Forza ragazzi,

scaldate i motori e posizionatevi ai nastri di partenza…

Buon viaggio!!!

dott. Andrea Coppola

                                  Referente Dipartimento Vita Famiglia e Confessioni Religiose

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