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Il Regolamento della Regione Puglia, approvato con la legge regionale n. 14 del 14-9-2006, per l’applicazione della legge regionale 8 marzo 2002 n. 5, recante "Norme transitorie per la tutela dell’inquinamento elettromagnetico prodotto da sistemi di telecomunicazioni e radiotelevisivi operanti nell’intervallo di frequenze tra 0Hz e 300 GHz", dovrebbe essere rivisto perché l’attuale invasione di stazioni radio base rappresenta un grave pericolo per la salute dei cittadini.
Non parliamo poi della legge quadro sugli impianti elettromagnetici, approvata con la legge 22-2-2001 n. 36, che demanda alle Regioni il controllo delle frequenze emesse dagli impianti trasmittenti le onde elettromagnetiche.
Se tutto va bene il controllo delle frequenze avviene una volta l’anno da parte dell’Arpa Puglia (Agenzia regionale protezione Ambiente).

Addirittura, se un cittadino dovesse chiedere all’Arpa il controllo delle frequenze allora dovrebbe sborsare di tasca propria il costo del relativo servizio. Tale legge sembra fatta apposta perché il cittadino non reclami i propri diritti.
I Comuni poi si disinteressano dell’inquinamento elettromagnetico sia perché non hanno i fondi necessari per farlo sia perché le leggi attuali sono fatte apposta per tutelare gli interessi dei grandi gruppi economici interessati ad installare antenne di grosse dimensioni sulla testa degli ignari cittadini.
A parere del sottoscritto il Parlamento italiano oppure il Consiglio della Regione Puglia dovrebbe approvare una legge che recepisca i seguenti punti:
1) Le antenne dovrebbero essere spostate all’esterno del centro abitato per almeno un paio di chilometri;
2) Se le ditte proprietarie degli impianti elettromagnetici volessero conservare gli impianti nel centro abitato allora dovrebbero sopportare i costi del relativo controllo per 24 ore al giorno e per 365 giorni all’anno sia del personale alle dipendenze dei Comuni sia per l’acquisto dei macchinari necessari al controllo nonché della manutenzione degli stessi.
Si ringrazia per la cortese attenzione e si resta in attesa di comunicazioni al riguardo.

Veglie, 23-01-2020
dr. Pietro CALCAGNILE
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