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Poichè il sindaco ha reso pubblica la diffida scritta che ci ha inviato, rendiamo pubblica la nostra risposta.

Egr. Sig. Sindaco dott. Paladini,

Lei ritiene calpestata la Sua libertà di espressione e ci accusa di voler censurare Lei e la Sua Amministrazione, eppure sa bene quanto risalto e lustro abbia dato Controvoci a Lei e alla Sua Amministrazione, organizzando in prima persona eventi o collaborando alla realizzazione degli stessi, al fianco dei suoi assessori e di altre associazioni. Dimentica anche le interviste da noi ricercate e ottenute sia da Lei che da alcuni componenti della Sua maggioranza, anche tramite la Wed Radio.

Quindi riteniamo assurdo che lei ci accusi di censura.

Dott. Paladini, saremo felici di pubblicare la Sua lettera, così come abbiamo sempre fatto con ogni Suo scritto o comunicazione, qualora voglia eliminare quei passaggi offensivi (e siamo certi che Lei sappia a cosa facciamo riferimento) che nulla aggiungono al Suo testo e che possono essere evitati tranquillamente. Non intendiamo sottrarci al piacere che abbiamo sempre avuto di darle voce e spazio e di fare informazione. Qualora Le sia sfuggito, da sempre adottiamo simili provvedimenti quando ci troviamo di fronte a lettere che contengono offese gratuite alla persona, chiunque sia la persona offesa e da chiunque provengano tali lettere. Sappiamo bene che il dibattito politico, soprattutto vicino alle elezioni, è sempre molto duro e spietato, ma un conto sono le critiche politiche e i giudizi rivolti all’attività politica, mministrativa o pubblica di una persona o di una amministrazione, un conto sono i giudizi e le parole offensive rivolte all' essere umano, anche se visto come avversario politico.

Non intendiamo venire meno a quelli che da sempre sono i principi e le scelte che ci hanno contraddistinto e che nulla hanno a che fare con i favoritismi di cui lei parla. Proprio perché da sempre coerenti con noi stessi e con la nostra linea editoriale, non intendiamo, nemmeno in questo caso, fare favoritismi a nessuno, e quindi nemmeno a Lei, perché in alcuni passaggi della sua lettera contravviene non solo ai nostri principi, ma anche a quelli riconosciuti dalla nostra Costituzione.

Illustri giuristi affermano:

“… il diritto di cronaca e di critica arretra di fronte alla tutela della dignità della persona, che a sua volta è un diritto inviolabile dell’uomo e in quanto tale tutelato dall’articolo 2 della Costituzione. Le offese (attraverso i giornali) all’identità, alla reputazione, all’onore, all’immagine e alla riservatezza di una persona sono sanzionati penalmente…”.

In conclusione ci rendiamo disponibili a pubblicare la sua lettera qualora ce la voglia rispedire senza quei giudizi offensivi espressi sulla persona.

Con osservanza.

La Redazione di Controvoci

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