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Dopo l’inverno a marzo salutiamo l’arrivo della primavera, che aumenta il desiderio di stare all’aria aperta, delle gite fuori porta, di andare a spasso per le città e incontrarsi con gli altri.

Quest’anno purtroppo sta andando diversamente.

Le indicazioni degli epidemiologi per contrastare il diffondersi del Coronavirus Covid-19 e proteggere gli anziani e i più deboli sono anche ridurre gli spostamenti, isolarsi, stare a casa.

Con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della Salute chiuse scuole, università, cinema, teatri, discoteche; sospesi congressi, gite scolastiche, eventi sportivi e culturali; restrizioni delle attività per bar, ristoranti ed esercizi commerciali. Limitando quindi la libertà di movimento, il diritto al lavoro, il diritto allo studio, il diritto alla ricreazione dopo il lavoro, e l’innato bisogno umano di socialità. I danni economici sono enormi.

Data la preziosa diversità dell’essere umano, ogni gruppo è caratterizzato da conflitti, divisioni; però di fronte ad un pericolo o nemico comune il gruppo si ricompatta. Ogni comportamento individuale può fare la differenza se diventa un comportamento collettivo.

Come tollerare meglio una breve frustrazione dei bisogni umani in vista di un vantaggio successivo?

Vedere strade e piazze deserte fa un po’ pensare per associazione di idee alle domeniche senz’auto, utilizzate nelle grandi città per ridurre l’inquinamento atmosferico.

Poco tempo fa migliaia di persone hanno partecipato agli scioperi contro il riscaldamento del nostro pianeta promossi da Greta Thunberg. Limitare i nostri spostamenti e stare a casa per contrastare l’epidemia porterebbe anche ad un risparmio energetico per il mancato utilizzo di carburante per auto.

Forse associare nella nostra mente lotta all’epidemia, riduzione dell’inquinamento atmosferico e risparmio energetico potrebbe rendere ancora più accettabile una privazione temporanea.

Veglie, 09/03/2020

Dott. Fabio Coppola

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