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Caro diario, in questo periodo difficile per la nostra Italia, il mio pensiero va a tutti indistintamente senza alcun dubbio ma permettimi va soprattutto agli anziani

quella fascia d’età che oggi viene chiamata “terza età” e che è più debole e più esposta al rischio, ahimè! Oggi, ancora di più, comprendo a fondo alcuni problemi di questo mondo. Fino a ieri pensavo che i problemi più gravi per la nostra società fossero solo la droga, l’alcolismo…senza pensare che c’è una moltitudine silenziosa di persone che vengono messe da parte, in un angolo, e lasciate lì come fossero carta vecchia per non dire carta straccia. Se non hai capito quello di cui sto parlando, mi sto riferendo al problema dell’emarginazione dell’anziano che spesso e in alcune situazioni particolari della loro vita rimane escluso dalla società. Un GRAZIE però, caro diario, permettimi di rivolgerlo a tutti quegli “angeli custodi” (OSS, personale nelle case di riposo, ecc…) che si prendono cura di loro per far ritrovare loro la dignità spesso “perduta”. Si tratta, allora, di mettersi in ascolto di coloro che sono stati, come noi e prima di noi, per capire cosa la vita ha insegnato loro e per gestire il presente e programmare il futuro. Un GRAZIE ai miei nonni Giuseppe (Beppe) ed Ettore, alle mie nonne Angela Maria (Pia) e Antonietta (Tetta) che, nonostante gli acciacchi della loro vecchiaia, hanno avuto una gran voglia di vivere e di donare Amore ai propri figli, nipoti e a tutti coloro che li sono stati vicini. Il modo d’amare dei nostri amici della “terza età” è pieno di tenerezza, sono sempre felici di poter raccontare la loro vita passata anche, se a volte, presi dall’emozione dei ricordi, il loro viso si riempie di lacrime eppure tanti di loro, per colpa della solitudine, si “spengono” lentamente siano a lasciarsi morire. Mi fa rabbia quando sento criticare gli anziani che si risposano, perché sono convinto che il loro è un esempio di amore onesto che ahimè noi tutti spesso calpestiamo. Per concludere, caro diario, voglio rivolgere un sentito GRAZIE ai miei nonni e alle mie nonne per tutto ciò che mi hanno insegnato, per il coraggio che mi hanno dimostrato soprattutto nei momenti di difficoltà ma in particolar modo per avermi amato e che da lassù, ne sono certo, continuano a indicarmi il sentiero della Vita per portare a termine, nel miglior dei modi, i miei sogni che sono come frecce scoccate con forza verso il futuro. Ecco una mia poesia, in ricordo dei miei nonni e delle mie nonne: 

VERSO DI TE CON LA MIA FANTASIA

La fantasia mi trasportò e…

correvamo insieme io e te, in un’estate afosa;

tu mi sussurravi qualcosa

ma io, purtroppo, non riuscivo a capire

quel che tu volevi dire:

parlavi, parlavi di una certa solitudine

mentre le lacrime versavi in moltitudine.

Ed io, come per magia,

venni assalito da una strana malinconia:

cominciavo finalmente a capire

cos’è il vero Amore

perché le tue parole venivano dritte dal cuore.

E adesso che non son più piccolo

e non ho bisogno della fantasia,

lascio al passato la malinconia

e abbraccio questa realtà,

sostenendo la “terza età”.

Andrea Coppola

 

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