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Cari Cittadini, Egregi Consiglieri,

come è nel mio stile, che qualcuno mi rimprovera, desidero essere pratico e diretto su quanto è contenuto nell’Atto di sfiducia (leggi) che è stato presentato da alcuni Consiglieri comunali.

L’Atto di sfiducia nei miei confronti inizia con questo punto: “Considerato che il Sindaco in assenza di una maggioranza consiliare che ne sostenga l’azione politica volta al perseguimento degli obiettivi contenuti nel programma amministrativo, risulta essere impossibilitato ad assolvere alle funzioni previste anche dall’art. 35 dello Statuto del Comune di Veglie"...

Affermare di non avere una maggioranza che sostenga l’azione politica è ben spiegata: la brama di potere di alcuni consiglieri eletti con la maggioranza si è palesata da subito dopo la mia elezione.

Ricordo che, solo alcuni mesi dopo il giuramento reso in consiglio comunale, tre consiglieri eletti di maggioranza decisero di allontanarsi dalla compagine amministrativa. Questo non certo per un programma elettorale disatteso (in pochi mesi di mandato si è in grado di fare ben poco), bensì per un fine che aveva poco di politico e molto di personale, con il solo obiettivo di allontanare e far smettere di lavorare per questa città il sottoscritto e la sua amministrazione.

Io ritengo che il paese abbia il diritto di conoscere quanto è accaduto.

Ho cercato da subito di fare squadra con i Consiglieri di maggioranza per il bene del mio paese e questo principio l’ho portato sino in fondo, in ultimo con la nomina di una nuova Giunta, volta a sostituire tre Assessori, compresi i due che a Febbraio scorso hanno rassegnato le proprie dimissioni. D’altronde non poteva essere diversamente, considerato che erano già iniziate tempo prima le consultazioni politiche ed era iniziata la corsa alla ricerca del candidato Sindaco futuro.

Probabilmente i traguardi e gli obiettivi che ci eravamo imposti erano troppo ambiziosi rispetto alla grave situazione ereditata dalle precedenti amministrazioni; forse i risultati raggiunti possono apparire modesti, ma non per questo non significativi ed importanti.

Allora, in questo preciso momento, perché sfiduciare un Sindaco che comunque, ha già terminato il suo mandato amministrativo (maggio 2015 - maggio 2020)? Quale significato politico ha? Un atto di questo tipo ha SOLO il fine di lasciare un paese nelle mani di un Commissario che, nonostante le sue competenze, non conosce il territorio e la sua realtà, una realtà che in questo momento è devastata dai numerosi problemi scaturiti dalla pandemia. Quindi, anziché collaborare, si pensa ai giochi di potere.
Non mi è mai appartenuta questa politica né mai mi apparterrà!

Oggi più che mai ritengo che si debba fare lo sforzo di metterci, tutti insieme, la faccia e sostenere un paese in ginocchio a causa dell’emergenza sanitaria che ci affligge. Pertanto, sono pronto al dialogo con tutti, purché costruttivo e non impositorio di spartizione di poltrone, così come mi è stato proposto da qualcuno.

Cari consiglieri tutti, pensiamo al bene della comunità e non proiettatevi alle prossime elezioni perché, se così fosse, sarebbe l’unico senso che ha questa vostra azione.

Distruggere il presente preoccupandosi del futuro lascia per terra solo i feriti.

CLAUDIO PALADINI

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