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3 GIUGNO 2020: L'ANNO ZERO DELLA POLITICA VEGLIESE 

Ieri imperversava nel corso dell'ultimo consiglio comunale di Veglie un odore strano, a tratti nauseante. E' quello tipico della politica parlata, in cui si discorre tantissimo per dire poco o nulla. E infatti ieri di contenuti se ne sono sentiti davvero pochi in quell'ambito e nei rarissimi casi in cui vi si è accennato lo si è fatto in modo largamente demagogico.

Una assemblea durata ore, dominata in gran parte da varie espressioni di egocentrismo e protagonismo, mentre l'umiltà e la volontà di andare oltre certi personalismi risultavano quasi del tutto assenti.

Ovviamente in un dibattito così mediocre non sono mancate cadute di stile e offese che sono tipiche di chi è incapace di argomentare serenamente le proprie posizioni.

Si è perfino giunti a preferire la sospensione della democrazia attraverso il ricorso ad un commissariamento prefettizio rispetto ad una amministrazione comunale comunque espressione di una volontà popolare.

E fra i presenti a quell'assemblea c'era chi crede addirittura che tale figura sarà in grado di mettere in ordine i conti e le finanze del comune in pochi mesi, con una presenza (se tutto va bene) in municipio di un solo giorno a settimana!

Se i numeri non torneranno, la soluzione sarà semplice quanto diretta: aumento generalizzato delle tasse locali e delle tariffe delle prestazioni erogate dalla pubblica amministrazione.

Alla fine della fiera ieri è stata mandata a casa una amministrazione straordinaria (caso unico negli annali della Storia repubblicana), sicuramente imperfetta, ma che è stata in grado di ridurre comunque gli ingenti debiti del comune di un quarto, di coprire le cambiali lasciate scoperte dalle gestioni precedenti e di fare interventi in vari ambiti per svariati milioni di Euro all'anno.

Concludo questo mio intervento con un appello all'insieme dei consiglieri e alla amministrazione comunale uscente.

Onde cercare di recuperare un certo rapporto con la cittadinanza vegliese (l'unica vera sconfitta dalla mozione di sfiducia firmata ieri) sarebbe la dimostrazione di un bel gesto di discontinuità quello in cui tutti gli eletti e amministratori uscenti rinunciassero integralmente alle indennità del mese scorso e di quello corrente al fine di sostenere materialmente tutti quei soggetti che non potranno essere assistiti in modo adeguato e sufficiente a partire dal prossimo commissariamento.

Sarebbe già un primo passo per sperare in un futuro diverso e migliore per questo paese.

Yvan Rettore

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