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Da un consiglio comunale ci si attenderebbe una discussione politica e non fondata su insinuazioni e inutili attacchi personali, ed invece è avvenuto tutto il contrario.

In fondo, cosa ci aspettavamo?

Alla base dell’ormai ’ex amministrazione Paladini c’è stato sempre e solo questo, “La quantità” e non “La qualità”.

Il presidente del consiglio comunale dichiara : “semmai dovessi sposare di nuovo un'esperienza politica, più che altro sposerò il progetto [...]da quello che ho vissuto, ho visto che in questi giorni si parla di un'unione di persone, di numeri, però mettiamoci anche un pò di idee”. Non doveva essere “La Svolta”, il gruppo nel quale il presidente decise di candidarsi nel 2015, un’esperienza politica nuova, piena di idee? Se questi sono i risultati, evidentemente non lo è stata. Per quanto tempo ancora dovremo ascoltare vuote promesse di rinnovamento, che rimandano sempre di qualche anno il momento di cambiare radicalmente questo paese salvo poi accorgerci che si trattava dell’ennesimo accrocchio per raccattare qualche voto?

Non c’è mai stata un’idea di paese, l’ex sindaco lo sà, perché anche lui è molto lontano da tutto questo.

Come si evince dalla bassezza della discussione politica, nell’ultimo consiglio comunale un ex assessore cacciato dalla maggioranza è stato paragonato ad un cane, lasciando intendere che gli assessori che al sindaco non obbediscono andrebbero secondo lui allontanati.

Per quanto si possa riconoscere all’ex sindaco e chi per esso, un indubbio spirito di inventiva retorica, ricordiamo a Paladini che lui non è il padrone della sua giunta, lui non è il padrone del consiglio comunale.

Per fortuna , la nostra democrazia non ha padroni, e dei padroni si è liberata tanto tempo fa. Paladini è stato però sindaco di questo paese, anche il nostro sindaco, il sindaco dei consiglieri d’opposizione, il sindaco dei cittadini che non si riconoscevano nella sua amministrazione come di quelli che in lui ripongono fiducia.

Quando qualcuno utilizza il suo ruolo per insultare i componenti che sono stati cacciati senza contribuire ad un dibattito costruttivo, ferisce il paese due volte: come rappresentante e come cittadino.

Cinque anni di promesse mancate e di insulti: questa è l’eredità che ci lascia Paladini. E non c’è nulla di politico in tutto questo.

Come Rete Indipendente, a questo gioco non ci stiamo!

Tale modo di agire allontana i cittadini dalla vita politica, perché i soliti volti continuano a mistificare il concetto di democrazia e di partecipazione alla vita pubblica. Questo paese merita una politica che si possa definire veramente tale. Questo paese merita di meglio!

L’articolo 3 comma 2 della nostra costituzione è chiaro:

“E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e​ l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Cari concittadini, questo è il momento di partecipare alla vita pubblica del proprio comune, pretendendo la qualità e la dignità che spetta a Veglie. Il nostro paese ha un grande potenziale, ma bisogna iniziare a lavorare ORA per il FUTURO. Abbiamo un comune da ricostruire, dobbiamo rilanciare la centralità dei comuni, e questo bisogna farlo iniziando dalla formazione e dall’ informazione. Ora è il momento di spezzare le catene del voto di scambio e qualsiasi altra cosa che possa ostacolare la democrazia e la meritocrazia basata sulle specifiche competenze. Inoltre vogliamo cogliere l’occasione di augurare un buon lavoro al Commissario Prefettizio, dott.ssa Paola Mauro.


Rete ​Indipendente

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