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Tra meno di mese, il 20 e 21 settembre approveremo o respingeremo la riforma Costituzionale,...

che l’attuale apparato politico populista e cialtrone, ha servito al popolo italiano come viatico al disagio politico-sociale serpeggiante nel nostro Paese, proponendo come panacea di tutti i mali il taglio delle poltrone alla casta. Tanto da inscenare, il giorno dell’approvazione, dinanzi alla Camera una pantomima in cui il capo dei 5 Stelle, tagliò una striscia di poltrone fra il tripudio generale.
Mera illusione.
Emerge, nell’attuale compagine politica, al quanto liquefatta, la vacuità di una azione politica che, invece di affrontare i problemi ed i bisogni reali della gente, cavalca il disagio sociale per costruirsi un consenso fondato sulle illusioni dell’antipolitica. Dovremmo riflettere attentamente: quando le illusioni guidano la politica non c’è salvezza; lo descrisse G. Salvemini in occasione della “Vittoria mutilata”, capace di catalizzare l’immaginario sociale ponendo le basi per il fascismo. Il disagio politico-sociale, che nasce dal vuoto della rappresentanza (vedi Legge Elettorale, vedi le nomine di fidi candidati) non può riferirsi ad una diretta responsabilità delle istituzioni politiche rappresentative, la soluzione, proposta per tale disagio, sfocia inspiegabilmente nel ridimensionare il fulcro dell’ordinamento politico della Repubblica Italiana, il Parlamento. Tutt’al contrario, il Parlamento deve riprendere le sue funzioni di controllo del Governo e di indirizzo politico oltre a quella legislativa, oggi come non mai, lontane dalle Camere. L’attuale sentimento di antipolitica, che non è del tutto ingiustificato, è fomentato dalla continua azione politica di diseducazione di massa, che, con la grande menzogna del taglio del Parlamento vorrebbe penalizzare la casta, ma in realtà la renderà più oligarchica, estromettendo gravemente la rappresentazione del volto reale del Paese,
privandola di voce.
Chiediamoci quale vantaggio ne trarremo con il taglio del Parlamento?
Una attenta analisi della risposta conduce, razionalmente, ad abrogare la legge Costituzionale che intende modifica gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione al fine di ridurre il numero dei parlamentari: da 630 a 400 alla Camera dei Deputati, da 315 a 200 al Senato.
Nel referendum costituzionale, ogni voto vale, ogni voto può fare la differenza ed ogni voto è importante perché il cittadino elettore con il suo voto diviene legislatore costituzionale: Scrive la Costituzione.
Votare NO al referendum è sinonimo di democrazia, di libera e di verità.

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