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La notizia è di pochi giorni fa. Il Comune di Nardò ha acquisito l’area archeologica di Serra Cicora, sulla costa neretina a due passi da Porto Selvaggio, dove scavi dell’Università del Salento hanno accertato la presenza di una necropoli neolitica. La Regione Puglia ha concesso un finanziamento di centoventimila euro, grazie alla L.R. n.67/2017 e L.R. n. 44/2018. L’obiettivo è la conservazione del sito e la fruizione turistica.

Memorabile nel 2002 fu l’acquisto da parte del Comune di Calimera del bosco “La Mandra”, nove ettari per trecento milioni di vecchie lire, con i proventi della farmacia comunale.

Per quanto riguarda gli immobili ambientali e culturali del territorio vegliese, inevitabilmente il pensiero va a Lupomonaco. Circa nove ettari caratterizzati da macchia mediterranea, gariga e pseudo-steppa ancora di proprietà privata, meritevoli del riconoscimento di sito di importanza comunitaria (Direttiva n.92/43/CEE), come hanno confermato anche studi recenti. Sommati agli altri sedici ettari di proprietà comunale, andrebbero a costituire un unico parco naturale, di valore paesaggistico, storico e culturale. Un piccolo polmone verde per il ripopolamento faunistico di specie utili all’agricoltura. Correttamente fruito, sarebbe ideale per passeggiate ed educazione ambientale. Adeguatamente conservato, in pochi decenni tornerebbe ad essere un bosco spontaneamente. Lambito dalla circonvallazione ovest, in quel tratto di fatto una strada paesaggistica che regala una visione affascinante a chi la percorre. Un ottimo affare per il Comune di Veglie, la cui superficie boschiva è oramai scarsa.

Veglie, 29/09/2020

                                                                                                                   Dott. Fabio Coppola