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Domenica 18 Ottobre 2020 si è svolta la seconda edizione della passeggiata alla Macchia di Belmonte (zona Lupomonaco) di Veglie organizzata dall’associazione Rete Indipendente, stavolta dedicata in particolar modo ai più piccoli.

Siamo lieti dell’entusiasmo che l’iniziativa ha suscitato: hanno partecipato molte famiglie, vegliesi e non solo, che ne sono rimaste incantate.
E’ stato bellissimo inoltrarsi insieme nei sentieri del parco, scoprendo tantissime specie naturali che qui hanno i loro habitat protetti: macchia mediterranea e pseudo-steppa.
Purtroppo, la bellezza di questo luogo continua ad essere nascosta agli occhi dei più: segnaliamo la difficoltà anche solo di individuare la zona di Belmonte, per i forestieri ma anche, cosa ancor più grave, per gli stessi vegliesi, non esistendo ad oggi alcuna segnaletica stradale che indichi la presenza del parco ed i vari ingressi ad esso.
Le indicazioni stradali sono il minimo indispensabile per la rivalutazione del bosco: è di immediata comprensione che non si possa rivalutare qualcosa che a malapena si riesce a identificare. Date le intenzioni espresse nel programma elettorale della riconfermata amministrazione, ci auguriamo che vengano installati quanto prima i cartelloni stradali ed alle entrate, per rendere la zona anzitutto riconoscibile.
Contestualmente, è necessario garantire la fruizione del parco in condizioni di sicurezza: per far giocare i bambini è stato difficile individuare una zona completamente sicura, dove non siano stati abbandonati rifiuti potenzialmente pericolosi come materiali di risulta edili o addirittura tossici.
La riconfermata amministrazione intende, da programma, realizzare una sorta di presidio informale del parco attraverso l’affidamento alle scuole ed alle associazioni scoutistiche. Ebbene, ad oggi il parco non è adatto alla libera fruizione in sicurezza, specialmente da parte dei più piccoli.
Per questo chiediamo la rimozione immediata di tutti i rifiuti speciali abbandonati nel bosco, la chiusura degli accessi in modo tale che i mezzi non vi possano scaricare i materiali e l’installazione di telecamere di videosorveglianza e termorilevatori come deterrente a nuovi atti di inciviltà che in alcuni casi configurano anche illeciti amministrativi o addirittura reati.
Un patrimonio naturalistico della portata di Belmonte non deve essere mai più deturpato dai rifiuti né distrutto dagli incendi. Deve al contrario essere visibile ed aperto ad accogliere quanti vogliano respirare i suoi profumi e godere dei suoi colori, nel rispetto delle specie animali e vegetali che lo abitano e in totale sicurezza.
 
Rete Indipendente

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