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Quando penso alla cattiveria umana, la immagino sempre come una bella signora che tutti gli uomini condannano, ma che riesce sempre ad entrare nella vita della maggior parte di loro.
Può rimanere assente per un certo periodo, per diversi anni, ma prima o poi ritrova le occasioni di imporsi fra gli uomini.
Le espressioni più visibili della sua presenza immortale si notano ovviamente nelle azioni di violenza che non mancano mai di ripresentarsi nelle società umane.
Ma ve ne sono di più subdole che si manifestano con mezzi subdoli quanto efficaci, come l'inganno, lo sfruttamento, la falsità, i pettegolezzi e chi più ne ha ne metta.
La cattiveria sa travestirsi in mille modi diversi ed è quasi sempre efficace nel raggiungere il suo obiettivo primario: creare sofferenze nelle proprie vittime e in coloro che le amano.
Chi ne è ammaliato, è talmente preso dal fascino che sprigiona, da diventare schiavo ed esecutore fedele.
 
Non vi sono confini di sesso, religiosi, morali, politici o altro per impedire alla cattiveria di affermarsi dovunque e comunque.
Con l'avvento di Internet e la diffusione massiccia e incontrollata dei social, la visibilità della cattiveria si è amplificata notevolmente al punto che è riuscita ad imporsi in modo perfino più diffuso ed incontrastato.
 
E' riuscita a farsi passare perfino come un fenomeno innocuo e/o passeggero, a far credere che certe pratiche o credenze sono giuste anche se sono fonti di dolori indicibili che minano e logorano coloro che le subiscono sia nel fisico che nella mente.
Lo sfruttamento illimitato dell'immagine e la banalizzazione delle violenze psicofisiche premiano una cattiveria ormai senza confini né limiti.
Alcuni erano giunti a paventare che con il confinamento dovuto al Covid, saremmo diventati tutti più buoni.
 
A distanza di mesi ci siamo tutti accorti che la cattiveria, questa "signora" malvagia quanto apparentemente irresistibile è sempre stata presente.
Si era soltanto assopita momentaneamente per tornare a colpire con più forza e maggior vigore, tanto che il suo "regno" sembra davvero non avere fine.
L'unico antidoto che rimane per la salvezza degli uomini è unire il buon senso con valori e principi che sono la regola in natura.
Infatti, nel mondo animale la cattiveria non esiste, salvo in un essere: l'uomo.
Cerchiamo di ripartire da quel mondo per sconfiggere o almeno limitare fortemente questa "signora", la cattiveria, che non ha proprio nulla di bello.
Per accorgersene, basta guardare oltre le apparenze che abilmente celano la sua vera natura.

Yvan Rettore

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