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Distanziamento sociale, didattica a distanza. Quest’anno sarà impossibile per le scolaresche piantare alberelli, azione con cui si festeggia annualmente la festa dell’albero il 21 novembre.

Se ne potrebbe comunque discutere con gli insegnanti e i compagni dell’importanza e delle motivazioni di questa ricorrenza. Causa Covid-19 e disseccamento degli ulivi, dall’ultimo dopoguerra forse mai come in questo periodo c’è stato tanto bisogno di sperare in un futuro di prosperità.

Gli antichi Egizi consideravano l’albero simboli di vita e fertilità; nelle tombe lo raffiguravano come simbolo di rinascita e di reincarnazione di uomini e dei.

Greci e Romani consideravano sacri alcuni boschi legati al culto delle divinità; Interessante testimonianza è la “Lex spoletina”, da considerarsi forse come la più antica legge di tutela degli alberi. Lucaria era la festa romana dedicata ai boschi sacri.  

Con gli alberi si praticava la dendromanzia, cioè si poteva conoscere la volontà degli dei osservando il movimento delle foglie degli alberi e ascoltandone il fruscio.

Nell’antichità era già conosciuta la silvoterapia, cioè la cura delle malattie attraverso gli alberi, in particolare le malattie respiratorie; molto più recenti gli studi giapponesi sullo Shinrin-yoku (bagno nella foresta), che dimostrano che gli alberi emettono nell’aria i monoterpeni, sostanze che stimolano nel nostro organismo la produzione delle cellule Natural Killer, che svolgono una funzione anti-tumorale. Inoltre rilevata la riduzione della pressione arteriosa e dello stress psicofisico.

Nel 1872 Julius Sterling Morton promuoveva nel Nebraska l’Arbor Day, giorno in cui si piantano alberi per la sensibilizzazione sui temi ambientali.

Nel 1898 il Ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli istituiva la prima Festa dell’Albero in Italia.

Nel 1922 il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Dario Lupi proponeva i parchi della rimembranza, come a Montreal in Canada dove ci sono viali con alberi su cui sono affisse targhette con i nomi dei caduti in guerra.

Dal 1992 la legge Rutelli obbliga i Comuni a piantare un albero per ogni neonato.

Il tema del rimboschimento e della tutela delle foreste è di grande attualità, visti i cambiamenti climatici in atto e i conseguenti effetti disastrosi sull’assetto idrogeologico del territorio; le radici degli alberi consolidano il terreno. Risaputa è la funzione dei boschi nella regimazione delle acque pluviali, e nel contrasto dell’effetto serra. La chioma degli alberi ombreggia il suolo, rendendolo più fresco e riducendone l’evaporazione dell’acqua; in caso di acquazzoni le foglie riducono l’impatto della pioggia, impedendo il dilavamento e il dissesto del terreno.

Veglie, 20/11/2020

Dott. Fabio Coppola

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