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È ormai noto a tutti che lo scorso 18 febbraio “in seno alla maggioranza” è stato creato un gruppo consiliare “con l’obiettivo [dichiarato] di rafforzare la maggioranza e la buona amministrazione di Veglie, di facilitare l’attuazione di idee e progetti, essere lo stimolo aggiunto a quei consiglieri non coperti da assessorato, dando un contributo concreto alla giunta comunale”.

Chi vi scrive è fortemente preoccupato

  • Siamo preoccupati perché, se a cinque mesi dalle elezioni quattro consiglieri sentono la necessità di distinguersi dalla propria maggioranza, è evidente che il sindaco Paladini non è riuscito a tenere salde le fila della sua squadra.
  • Siamo preoccupati perché la maggioranza continuerà a sfilacciarsi. In consiglio verrà formalizzato un nuovo gruppo consiliare di cui faranno parte gli assessori: Miccoli, Prato, Mogavero e lo stesso sindaco Paladini che abbandonerà il gruppo “Veglie unita con Paladini” che lo ha eletto.
  • Siamo preoccupati perché il nostro paese, piegato da cinque anni di ritardi e inconcludenza amministrativa e dall’emergenza Covid, non può permettersi questo stallo politico.
  • Siamo preoccupati perché l’amministrazione in queste condizioni non realizzerà gli obiettivi che aveva programmato, ma gestirà l’ordinario in maniera mediocre, come nei cinque anni passati.

Quando qualche mese fa il sindaco Paladini è stato sfiduciato, ha gridato allo scandalo per essere stato fermato proprio nel momento in cui Veglie aveva maggiormente bisogno a causa della emergenza sanitaria. Oggi, con il Covid che torna aggressivo e nel nostro paese cresce a ritmi preoccupanti, sindaco e maggioranza impegnano tempo ed energie per dividersi e litigare. Il primo cittadino non convoca il tavolo tecnico-politico come mezzo di interlocuzione con chi è in prima linea nella lotta al coronavirus e ripete la storia già vista. Chi produce proposte è zittito, chi non accetta il pacchetto è tagliato fuori!

A 160 giorni dall’avvio della sua nuova amministrazione non sono stati portati a casa i risultati che il sindaco prometteva per i primi 100 giorni.

Mentre i cittadini di Veglie attendono di vedere:

  • il destino di Casa Tramacere,
  • l’uso della struttura di Via IV Novembre,
  • il ripristino dell’Area Mercatale ( in un’intervista televisiva il sindaco prometteva di aprire in un paio di giorni dall’insediamento),
  • realizzata l’isola ecologica (in ritardo di 3 anni),
  • attivate le consulte, i consigli di quartiere e il consiglio comunale dei ragazzi (tutte realtà che avrebbero potuto celebrarsi utilizzando i nuovi strumenti della comunicazione)
  • l’avvio dell’iter procedurale per il PUG; quello per cui in consiglio comunale il sindaco Paladini ha affermato che nulla era stato fatto precedentemente; dimenticava di aver scritto nel proprio programma elettorale: “Cercheremo di recuperare il lavoro già effettuato in passato per cui il comune ha già sborsato proprie risorse e per cui esiste già una bozza di Documento Programmatico Preliminare”.

La minoranza c’è, sempre pronta a prendersi le sue responsabilità, sempre in ascolto delle istanze dei cittadini e decisa a perseguire il bene della nostra comunità.

I prossimi consigli comunali verificheranno se il sindaco ha i numeri per continuare ad amministrare. I cittadini vegliesi, i gruppi, i partiti, i sindacati, senza rassegnazione, facciano sentire la loro voce. Le sorti del Comune appartengono a tutti e non solo a Paladini e alla sua maggioranza.

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