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Nei feudi di Veglie e Salice Salentino ventuno pale eoliche

Denaro pubblico. Tanto denaro pubblico erogato per orientare la Puglia verso un modello di sviluppo economico legato al turismo. Non solo turismo balneare, ma anche quello agrituristico, con tutte le attività connesse e compatibili con l’ambiente rurale.

Dal recupero e valorizzazione dei beni architettonici (masserie, torri, ecc.) al ripristino dei muretti a secco. Dalla conservazione e fruizione degli habitat naturali alle piste ciclabili, ai percorsi naturalistici. Dalla valorizzazione dei prodotti tipici alla formazione di figure professionali legate al turismo rurale.

Nel 2011 la Regione Puglia ha istituito “Puglia Promozione”, ente che ha appunto l’obiettivo di promuovere le varie forme di turismo nella nostra regione.

Nel marzo 2015 la Regione Puglia ha adottato il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, la prima in Italia insieme alla Toscana. Con l’obiettivo di tutelare il paesaggio.

Finanziati negli anni diversi accordi tra Regione Puglia e compagnie aeree a basso costo per attrarre anche flussi turistici.

Ciò nonostante si assiste a volte alla “contraddizione istituzionale”, lo stesso soggetto con una mano mette in atto azioni di tutela e con l’altra compie azioni in conflitto con la tutela degli stessi luoghi.

Il 25 febbraio sono state pubblicate sull’albo pretorio del Comune di Veglie due istanze per l’avvio del procedimento di valutazione di impatto ambientale relative al progetto di realizzazione di due impianti eolici per un totale di 21 aerogeneratori (pale eoliche).

Territori interessati: Veglie, Salice Salentino, Guagnano, Erchie, San Pancrazio Salentino e Avetrana.

Grandi opere che non porterebbero beneficio al territorio e alla popolazione locale. Ridurrebbero la superficie coltivabile, danneggerebbero il paesaggio, la bellezza dei luoghi. Giustamente nelle nostre campagne è vietata la recinzione in muratura, perché altererebbe il paesaggio, figuriamoci opere alte diverse decine di metri.

Morte certa per gli uccelli che impatterebbero contro gli organi in movimento di tali opere.

Dopo il piano regolatore generale del 1980 gli amministratori comunali non hanno ancora dotato Veglie di uno strumento urbanistico al passo coi tempi (il PUG).

Alcuni comuni del Salento per il principio di precauzione hanno emanato atti contro l’installazione di antenne di telefonia mobile con tecnologia “G5”; sembrerebbe che il Comune di Veglie non si sia ancora attrezzato.

Riguardo agli impianti eolici e fotovoltaici, la regolamentazione si attuerebbe mediante i piani energetici, il riferimento normativo principale è la L. 10/1991.

E’ ovvio che la mancata pianificazione territoriale apre la strada alla “improvvisazione” dei privati.

Purtroppo niente di nuovo sotto il cielo del Salento.

Veglie, 11/03/2021

                                                      Dott. Fabio Coppola

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