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Tratta dal giornale Controvoci 2.0 (N. 2 Anno XVIII - Giugno 2015)

D. Lei è divenuto da poco sindaco, ma essere sindaco è adempiere ad un dovere o votarsi ad una missione?
R. Essere sindaco significa votarsi ad una missione per aiutare il proprio paese e il prossimo. E' una missione perché la gente ha bisogno anche di una parola di conforto oltre che di fatti.
Nonostante io stia proseguendo con la mia normale attività lavorativa, sarò un sindaco a tempo pieno e non delegherò ad altri i miei compiti e ci sarò sempre per la popolazione.  
 D. In che modo lei rappresenta la svolta?
R. Rappresento la  svolta nel senso che non sono un uomo di partito. Lo sono stato nel

passato, ma da 12-13 anni non lo sono più. All'interno della mia lista c'è gente che ha militato o che milita in un partito politico, ma io personalmente no, pertanto mi sento un sindaco del popolo e rappresento per questo una rottura con il passato.  

D. Come si può gestire la cosa pubblica senza risorse economiche e in presenza di problemi che non consentono di fare progetti a lungo termine, quali: debito comunale elevato, tagli agli enti locali, alto tasso di disoccupazione?

R. Non si può risolvere il problema economico-finanziario vegliese ricercando le risorse all'interno del nostro Comune, bisognerà attingere dai finanziamenti come hanno fatto i comuni limitrofi per far ripartire l'economia locale.

D. Qual'è il problema più grave di Veglie e come intende risolverlo?

R. La mancanza di affetto e di amore per le persone. Veglie sta andando verso un sistema anarchico, in cui si vuole tanto per sé e poco per gli altri, in cui c'è diffidenza verso le persone che ci sono vicine. Questo è il problema più grosso.

D. E come pensa di poter far cambiare sentimenti o cultura alla gente?

R. Dando degli esempi. Ho imparato nella vita che l'esempio è essenziale perché la gente possa cambiare idea. Se noi siamo rispettosi e sensibili verso gli altri, qualcosa comincia pian piano a cambiare.  

D. Veglie è un territorio di passaggio tra città capoluogo e marine. Potrebbe risorgere eleggendosi a cittadina di riferimento? E in che modo?

R. Non so se potrà diventare una cittadina di riferimento, ma di sicuro bisogna risorgere perché  tutte le realtà limitrofe lo hanno fatto sfruttando l'attività turistica, hanno attratto anche quella vegliese soffocandoci. Ci vuole tanta buona volontà, dei percorsi da  seguire e incentivare i giovani a fare laboratori per proporre nuove iniziative anche nel settore del turismo, della cultura. Bisogna puntare soprattutto sull'attività turistica che oggi è la prima risorsa per tutto il Salento, visto che le campagne sono state abbandonate. Occorre invogliare i giovani a riscoprire la nostra cultura, la nostra storia, le tradizioni che ormai sono scomparse, le usanze del passato per riproporle ai turisti in modo che scoprano il nostro paese per quello che è stato, che è, che vuole essere.

D. E l'agricoltura? Accanto al turismo non si può puntare nuovamente sull'agricoltura?

R. Guardando all'esperienza di altri paesi, vedo che oggi si punta sul prodotto biologico, che viene raccolto e venduto direttamente sui campi accorciando la filiera distributiva e diminuendo i costi. Chiaramente bisogna che l'attività agricola dia degli introiti, altrimenti non ha più senso. Il fatto che siano stati estirpati tanti vigneti dimostra che non vi era più la convenienza a produrre vino, anche perché Veglie si trova tra grosse aziende vinicole, come Leverano, Salice Salentino, Guagnano, che hanno soffocato la nostra attività vitivinicola. Farsi spazio tra questi grandi nomi è difficile. Meglio puntare sul prodotto distribuito in loco, sul biologico che è qualitativamente migliore. Abbiamo a Veglie l'esempio di un produttore che è riuscito ad ottenere un olio di alta qualità tra i migliori al mondo. Dovremmo imparare dalla sua esperienza.

D. Cosa può fare un'amministrazione per favorire questo nuovo sistema agricolo-produttivo?

R. Può cercare di aggregare più gente possibile per sensibilizzare, dare informazione e aiutare a creare questo nuovo sistema.

D. Lei è un protagonista della sanità, settore maltrattato che ormai agli occhi della gente fa acqua da tutte le parti. Il Comune cosa può assicurare al cittadino vegliese in termini di sanità?

R. Beh, c'è tanto da dire. Le occasioni che ci sono state per rilanciare il settore sanità non sono state sfruttate per mancanza di personale, come l'attività di assistenza a domicilio che non ha avuto nemmeno risorse economiche che la supportassero. Si può cercare di invogliare l'ASL ad investire sul nostro territorio, si può ripensare ad un poliambulatorio, senza vincolare però il Comune a concedere degli stabili che magari non hanno nemmeno una posizione ideale, come quello proposto 5 anni fa, cioè il Municipio di Parco delle Rimembranze. Noi eravamo favorevoli alla realizzazione del CPT ma non a concedere quell'immobile perché presentava problemi di viabilità, di parcheggi e perché nelle vicinanze c'era la presenza di altre istituzioni come le banche, la posta. Non era funzionale. Noi eravamo propensi a realizzarlo presso la struttura di Via Salice.

D. Pensa che si possa realizzare più una struttura simile? La riproporrete?

R. In un prossimo futuro, non immediato, sì, fatto salvo quello che ci risponderà la ASL in base alle possibilità economiche di cui dispone.

D. Un nostro lettore vorrebbe sapere se farete causa all'Amministrazione Comunale precedente per la mancata realizzazione del CPT?

R. Non procederemo contro la passata amministrazione, ma tenteremo di fare dei passi avanti per la costituzione di un CPT a Veglie.

 

D. Lei ha preso oltre 3500 voti. Il grazie sta nelle cose che si faranno per la gente.

Cosa si sente di dire a chi non l'ha votato? Sarà il sindaco di tutti?

R. Il fatto stesso che nei prossimi giorni convocherò tutti gli altri candidati sindaco, anche quelli che non sono entrati in Consiglio, allo scopo di porre all'attenzione dei nuovi amministratori anche i loro programmi elettorali, le loro idee, fa capire la mia apertura nei confronti di tutti, perché non sono le liste o i partiti a contare, ma le idee delle persone e se queste sono valide io le prenderò in considerazione. Poi non si è a favore dei 3500 che hanno votato e contro tutti gli altri. Si è a favore di tutti. Il Sindaco è del popolo ed è aperto a tutti senza considerare nessuno un nemico. Poi ci può essere qualcuno che può vedere il sindaco come un nemico. Ma per me i cittadini sono tutti uguali!

A dimostrazione di questo, io come medico ho assistito anche persone che non potevano votarmi. Qualcuno va dicendo che non ho chiesto di essere ricompensato per le mie prestazioni professionali per poter chiedere, poi, in cambio i voti. Discorso senza senso, perché io da trent'anni offro le mie prestazioni senza chiedere nulla e all'epoca non pensavo in alcun modo di candidarmi in politica.

Qualcuno ha voluto interpretare male una frase che ho detto nell'ultimo comizio in piazza: "Io ho dato a voi e adesso voi darete a Veglie". Ho detto a Veglie, non a me! 

D. Ricollegandoci al fatto che ai suoi occhi tutti i cittadini saranno uguali e avranno dunque gli stessi diritti, ma anche i medesimi doveri, le pongo una domanda giunta in redazione: Pensa di pubblicare i nomi delle persone che non pagano le tasse sul sito internet del Comune di Veglie, così come hanno fatto altri Comuni d'Italia? E' possibile un'azione simile per recuperare le somme non corrisposte di Tari, Imu e altri oneri? Il tutto coerentemente con quanto stabilito dalla normativa sull'amministrazione trasparente. 

R. Se la legge sulla trasparenza lo consente, lo faremo, compatibilmente con la questione privacy. Sono stato il secondo candidato sindaco per la Puglia ad aver firmato l'Atto di Trasparenza. Tutti gli atti e tutto ciò che faremo saranno visibili agli occhi della gente.

D. Quale sarà il criterio che seguirà per l'assegnazione degli assessorati?

R. Nella fase preelettorale ho detto ai miei collaboratori che si sarebbe fatto tutto per meritocrazia e così farò.

 

D. Ma per meritocrazia intende l'assegnazione in base alla competenza e alla capacità di una persona o in base al numero di voti ottenuti?

R. Come faccio a stabilire una meritocrazia in base alla competenza se le persone non le conosco? Non siamo una commissione che può stabilire una professionalità. Non si può sapere a priori se un ingegnere, ad esempio, è bravo o meno. Pertanto la meritocrazia terrà conto dei voti portati. Se poi, trascorso un anno, gli obiettivi dati non saranno stati raggiunti, allora si valuterà la possibilità di non riconfermare le cariche e di apportare dei cambiamenti.

 

D. Viste le condizioni in cui versano le casse comunali, pensate di rinunciare temporaneamente alle indennità almeno fino a quando il debito del Comune non sarà ripianato, così come hanno già fatto alcuni Comuni vicini? Non sarebbe un segnale forte nei confronti della cittadinanza?

R. Questa ipotesi si può prendere in considerazione. Non posso escludere che ciò possa essere fatto.

D. Intendete far partecipare i cittadini alle decisioni importanti della vita amministrativa e in che modo? E con quali strumenti?

R. Ci saranno dei problemi riguardanti la comunità sui quali i cittadini saranno sicuramente chiamati a rispondere. Per altre questioni che richiedono risposte immediate, saranno gli amministratori a decidere. Gli strumenti per coinvolgere i cittadini saranno quelli dell'informazione e del referendum.

D. Quest'anno ci sono state molte polemiche riguardo al metodo di nomina degli scrutatori adottato. Lei che ne pensa del criterio finora utilizzato? Ritiene sia più giusto procedere per nomina o per sorteggio, magari tra i soli cittadini disoccupati?

R. Intanto il criterio della nomina si segue in funzione di quelle che sono le domande pervenute al Comune. Si stila un elenco e poi eventualmente si fa un sorteggio. Io non posso stabilire a priori se le persone presenti nell'elenco abbiano difficoltà economiche o meno. Ad ogni modo penso che tutti abbiano il diritto ad accedere a questa possibilità e quindi il sorteggio deve farsi fra tutti indistintamente. Questa è stata la nostra posizione quest'anno e l'unica persona sorteggiata per noi ha rinunciato.

D. Parliamo di ambiente e rifiuti. Lei ha in mente una strategia? Quale urgenza ha per lei questo problema?

R. Certamente. Oggi solo una piccola parte del paese è interessata alla raccolta differenziata. Io voglio fare in modo, chiedendo la collaborazione anche alla ditta interessata, di portare in poco tempo la differenziata in tutto il paese. Voglio poi valutare la possibilità di costituire delle isole ecologiche e di predisporre dei cassonetti a peso che consentano di ottenere degli sconti sulle tasse, in funzione del peso del materiale conferito, così come avviene nelle città del Nord già da trent'anni. Il problema ambiente e rifiuti ha per me un'importanza prioritaria. Non lo si può risolvere nell'immediato, perché ho bisogno di capire prima come stanno le cose. Sono appena 8 giorni che sono sindaco.

D. Viabilità e inquinamento atmosferico. Lei essendo un medico e per il tipo di servizio che presta sa bene che il tasso di mortalità per tumore a Veglie è altissimo. Cosa pensa di fare? Pensa che servirà montare nel paese delle centraline per il monitoraggio?

R. Devo capire quali sono i percorsi da seguire, perché vorrei collocare alcune centraline nei posti strategici del paese per verificare che tasso di inquinamento c'è. Il paese è in una posizione topografica particolare. Si trova in una depressione del terreno nella quale convergono tutti i fumi dell'Ilva, di Cerano e altro. Le centraline mi permetterebbero di capire se, oltre all'inquinamento che proviene da altre fonti, ne creiamo dell'altro anche noi. Sulla base dei dati raccolti si potrebbe rivedere tutto il discorso sulla viabilità. Ovviamente la valutazione va fatta assieme agli enti preposti.

D. Un lettore ci scrive che alcune liste prevedevano nel loro programma la variazione urbanistica dell'area in cui sorge La Casa, cioè il sansificio mai entrato in funzione. Questa variazione da zona agricola in zona industriale potrebbe in qualche modo riaprire alla possibilità che il sansificio possa entrare in funzione?

R. E' una paura che potrebbe avere qualche fondamento. Dovrei informarmi bene prima di rispondere. Ad ogni modo nel nostro programma non è prevista alcuna variazione in quel senso e ci atterremo a quanto stabilito dalla sentenza che richiede che venga ripristinata la situazione iniziale di quell'immobile.

D. Nella sua amministrazione ci sono alcuni rappresentanti delle amministrazioni passate, provenienti da correnti politiche o schieramenti opposti. Non ha paura che si possano creare anche questa volta motivi di rottura che possano rallentare la sua attività o addirittura renderla impossibile?

R. All'interno della mia compagine ci sono solo pochissimi nomi già noti. Per il resto sono tutti giovani che si affacciano alla vita politica per la prima volta. Non credo succederà quello che lei dice, in quanto ho condiviso con queste persone un programma per il bene del paese e poi il gruppo deciderà sempre tutto assieme.

Inoltre ci tengo a precisare che dietro la mia lista non ci sono interessi economici, per cui io sono libero di muovermi e non ho nessun partito alle spalle che mi dica quello che devo fare.

D. Subito dopo la vittoria, lei è stato fotografato assieme ad altre persone con addosso tutti una maglietta che riportava la scritta: "Prima ci ignorano, poi ci deridono, poi ci combattono, poi alla fine... vinciamo noi".

Come facevate a sapere che avreste vinto?

R. In realtà avevo fatto stampare delle magliette da indossare in caso di vittoria. Riportavano una frase di Ghandi che mi sembrava adatta perché durante la campagna elettorale siamo stati derisi e attaccati con frasi ignobili, dicerie e falsità che circolavano sul nostro conto. Ho predisposto queste magliettine per far capire alla gente che quello che ho detto o fatto era vero e non nascondeva nessun imbroglio.

D. A proposito di dicerie, in paese si mormora che la vostra compagine si stia già spaccando...

R. Non è assolutamente vero!

Dott. Paladini, la ringraziamo del tempo che ci ha concesso. Auspichiamo per tutti i cittadini vegliesi che i progetti e i buoni propositi che ci ha esposto vengano di fatto attuati e auguriamo a lei e alla sua amministrazione un buono e proficuo lavoro.

La Redazione

 

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