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 Il segretario del partito centrista, Mario Carlà, spiega le ragioni del malcontento

“Il nostro appoggio alla maggioranza non sarà più incondizionato”

VEGLIE - «l comportamento non lineare e politicamente non idoneo del sindaco Sandro Aprile ha creato l’attuale situazione di disorientamento all’interno della maggioranza». Il segretario Udc, Mario Carlà, chiarisce la posizione del partito in riferimento alle recenti vicende che hanno determinato prima l’azzeramento della giunta, poi la proposta di rimodulazione dell’esecutivo con la nomina di due assessori interni e due esterni e, infine, la decisione di proseguire il percorso amministrativo con una giunta a sei.

L'Udc provinciale frena sui nuovi consiglieri

VEGLIE - Fratture confermate a Palazzo di Città, a Veglie, dove sono in corso movimenti delicati sullo scacchiere interno per definire i nuovi assetti dopo l'azzeramento della giunta guidata dal sindaco Sandro Aprile. Il carburante dato dal primo cittadino all'Udc, cui andrebbero tre assessori della nuova squadra (di cui uno, Salvatore Vetrano, è stato già designato), non sarebbe bastato a riportare serenità.

VEGLIE - «Tre poltrone all’Udc? Il  partito non le ha chieste». I centristi non si esprimeranno sulla proposta del sindaco Sandro Aprile finalizzata al completamento dell’attuale giunta, attualmente formata solo da Nicola Gennachi ("Veg]ie  Futura") e da Salvatore Vetrano (Udc), con la nomina alla carica di assessore anche di Cosimo Vetrugno e Carlo Calcagnile, oltre che di una donna di area Pd e di un altro assessore di "Veglie Futura".

VEGLIE - Sono ore decisive, a Veglie, per definire i nuovi assetti in seno alla costruenda Giunta comunale. Nuova, dopo la lunga crisi amministrativa che ha portato all’azzeramento, prima, e, alla definizione di nuove mosse sullo scacchiere interno, tali da accontentare tutti gli animi ed evitare il tracollo.

Non si può restare inerti a fronte dell’ennesimo colpo che si sta infliggendo alla nostra Agricoltura a causa dei ritardi nell’erogazione dei saldi PAC 2012. Tali fondi infatti avrebbero dovuto essere erogati entro il 31 dicembre 2012, inducendo i nostri agricoltori- da tempo notoriamente in incolpevole, gravissima crisi di liquidità- ad assumere corrispettivi impegni con gli istituti di credito a fronte di corrispettive anticipazioni.

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