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Foto di Francesca Dell'Anna dal titolo "Spacemachine"

Un tale, un certo Holden, un giovane tipetto ribelle e depresso, un giorno disse: "Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non va proprio di parlarne."

Ho seguito con molto interesse, ovviamente, il dibattito nato intorno alla riforma della prescrizione nel nostro sistema penale e, letto l’intervento del Dott. Calcagnile pubblicato qualche giorno fa, volevo proporre alcune osservazioni in merito alla riforma che, considerato il tecnicismo della materia, giustamente sfuggono a molti.

Futuro! Tutti ci preoccupiamo del futuro! Non solo del nostro, ma anche di quello dei nostri figli o dei nostri nipoti. I nostri pensieri riguardo al futuro spesso sono legati alla qualità della vita intesa in termini di salute, istruzione per i nostri figli, economici e lavorativi.

Per natura non sono incline a raccontare le mie impressioni, a scrivere lettere sui giornali o a condividere i momenti intimi della mia vita ma questa volta sento che è diverso. Volevo raccontarvi cosa è accaduto l’altra sera ma per farlo devo iniziare da qualche giorno precedente, esattamente dal 3 novembre 2019.

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