Proposta di “Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni”

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Raccolte le suggestioni emerse nel corso degli incontri estivi con associazioni, amministratori e cittadini, Bottega Civica ha dato alle stampe la sua proposta di Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni.

Il documento, presentato al Consiglio comunale di Veglie in vista della sua adozione, presenta non pochi aspetti innovativi rispetto all’originario modello sinora adottato da 54 comuni italiani. In particolare, il documento depositato amplia il novero dei beni comuni meritevoli di tutela, estendendo l’ambito di

intervento del Regolamento, tradizionalmente rivolto alla cura dei beni comuni urbani, anche ai beni ambientali, del territorio e dell’agricoltura civica.

La proposta di Bottega Civica ha suscitato l’interesse di Labsus, che ha dedicato al caso vegliese l’articolo che di seguito pubblichiamo (reperibile in originale qui).

 

È stata presentata al Consiglio comunale di Veglie la proposta di adozione del Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbanidel territorio e dell’agricoltura civica. Promotrice è l’associazione Bottega civica la cui prima iniziativa si esplica proprio nel progetto di adozione del Regolamento. Quest’ultimo, già approvato da numerosi comuni italiani, mira a creare una collaborazione responsabile tra cittadini e amministrazione al fine di garantire una miglior cura del territorio. Chiara Patera, membro dell’associazione, precisa che prima di giungere alla presentazione della proposta all’amministrazione comunale, “Bottega Civica ha organizzato tre incontri informativi rispettivamente rivolti alle associazioni locali, ai cittadini singoli e agli amministratori tutti. L’ultimo incontro ha visto la partecipazione del referente Labsus in Puglia, Pasquale Bonasora, al quale sindaco, consiglieri e cittadini hanno potuto rivolgere i loro quesiti relativi al percorso d’adozione e all’attuazione del regolamento”.

Verso la collaborazione e la coscienza civica

Il coinvolgimento di una pluralità di attori nel processo decisionale e di gestione della comunità: è questo il grande obiettivo da raggiungere. Particolare attenzione, in tal senso, richiedono le attività di co-produzione e co-progettazione inserite nella proposta di adozione presentata da Bottega civica: nel dettaglio, al coinvolgimento di una pluralità di attori nel processo produttivo agricolo e alla pianificazione partecipata di pratiche e processi inerenti a vario titolo il mondo agricolo, come precisa Chiara Patera, adottato, Bottega Civica passerà alla fase attuativa. “L’auspicio – sottolinea – è quello di poter dedicare il primo patto di collaborazione alla concretizzazione degli aspetti che caratterizzano il regolamento vegliese: dall’agricoltura civica (definita nella proposta di regolamento appena depositata «agricoltura che oltre alla produzione di cibo e alimenti si pone al centro di una visione capace di suscitare interesse collettivo e innovazione sociale attraverso alleanze inedite tra impresa, cittadinanza attiva, istituzioni pubbliche, terzo settore, fino alla costruzione di nuove forme di economia civile»), al cibo civile (inteso come «prodotto derivante da pratiche di agricoltura civica col concorso dell’azione dei cittadini e dell’amministrazione pubblica nella costruzione e cura del bene comune»)”. Positivo quindi il riscontro tra cittadinanza e amministrazione: non resta che attendere che l’iter d’approvazione giunga a compimento.

 

“Equità, sostenibilità, sobrietà, mutualità, rispetto e innovazione sociale”

Nata nel luglio 2015, Bottega civica è un comitato cittadino avente come finalità quella di sviluppare, attraverso una serie di iniziative, un efficace processo di collaborazione tra cittadinanza e amministrazione. Atto istitutivo dell’associazione è stata la sottoscrizione della Carta dei Principi che, come evidenzia Chiara Patera,  ricomprende, in particolare, i principi di equità, sostenibilità, sobrietà, mutualità, rispetto e innovazione sociale. Moto propulsivo è la ricerca del cambiamento, un mutamento che coinvolga una molteplicità di attori animati dalla comune spinta al miglioramento del contesto locale attraverso innovazione e rigenerazione urbana.

 

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