Bare bruciate, sospetti su tre giovani

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“Potrebbe essere vicina la soluzione del giallo dell’ attentato all’ agezia funebre San Giovanni -Tecnici al lavoro sui filmati per ottenere la conferma.”

Continuano serrate le indagini dei carabinieri per far luce sull’ attentato incendiario che ha distrutto, nella notte tra mercoledì e giovedì, oltre trenta bare custodite nel deposito dell’ agenzia funebre “San Giovanni” di Simone Bocconi.

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I responsabili avrebbero già un volto e un nome, stando alle indagini. Fondamentali saranno i filmati registrati dalle telecamere esterne al deposito, ubicato al civico 24 di via Pacinotti, che i militari non hanno ancora visionato poichè il calore sprigionatosi in seguito al rogo, ha danneggiato l’ hard disk. Proprio per questo motivo è stato incaricato un tecnico esterno, un ingegnere, al fine di ripristinare quanto prima apparecchiature e video. Non solo, gli investigatori compareranno poi quelle immagini con le altre catturate dalle telecamere al Ser di Veglie, associazione di pubblica assistenza, presieduta da Lorenzo Bocconi, zio di Simone, davanti al quale, la sera dell’ attentato, è passata una Wolkswagen Golf di colore nero, con a bordo tre ragazzi, sporchi di terra e tufo, uno dei quali con una frattura a un braccio in seguito a una caduta. I carabinieri sospettano possa trattarsi di tre ragazzi, a quanto pare tutti di Veglie, su cui si concentrano i loro sospetti. Potrebbe trattarsi degli autori del gesto intimidatorio. E non è da escludere secondo gli ultimi riscontri, che si tratti in realtà solo degli autori materiali e che la regia dell’ attentato possa attribuirsi a terzi. Mercoledì sera gli attentatori hanno raggiunto il retro del deposito e sarebbero entrati da un locale attiguo. Uno di loro sarebbe caduto facendosi del male. Dopo aver sollevato una saracinesca interna, avrebbero avuto accesso al deposito in cui erano accatastate le bare e parcheggiato il furgone dell’ agenzia. Nel mezzo sarebbe stata versata benzina e così anche sui contenitori di legno. I vigili del fuoco hanno rinvenuto sul posto una bottiglia in plastica da due litri che conteneva il liquido infiammabile. L’ allarme era scattato dopo la notte. I danni che ammontano a 35mila euro, non sono coperti da assicurazione. La matrice del gesto potrebbe essere riconducibile proprio all’ ambito lavorativo della vittima.

di Fabiana PACELLA

Tratto da ” il nuovo Quotidiano di Lecce” del 21 Settembre 2013

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