3 Dicembre 2013 – Giornata Mondiale della Disabilità

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In occasione della Giornata Mondiale della Disabilità, la Scuola Primaria “Marconi” dell’Istituto Comprensivo Polo 2 di Veglie, ha voluto dedicare un pensiero a tutti gli alunni diversamente abili presenti nella nostra scuola.

In Italia, lo slogan adottato per il 3 dicembre è eloquente: “Tutti diversi… Tutti protagonisti”, il tema scelto dalle Nazioni Unite per la Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità 2013 è “Rompi le barriere ed apri le porte; per realizzare una società inclusiva per tutti!”. Questa mattina, in particolare nella classe 5^ C di scuola primaria, si è svolta una vera e propria festa per l’Alunno D.L. M. che per l’ultimo anno sarà nella nostra scuola. In particolare i compagni hanno preparato un cartellone pieno di frasi , pensieri, parole e poesie tutto per lui, per ringraziarlo della sua presenza all’interno della classe vista come un arricchimento per tutti. L’odierna Giornata si configura come un doveroso appuntamento per fare il punto sulla condizione delle persone con disabilità e sensibilizzare le istituzioni e i cittadini al pieno riconoscimento della loro partecipazione lavorativa, culturale e sociale. Per questo occorre agire insieme e trovare strade comuni per una piena realizzazione delle pari opportunità, affinché a ciascuno sia permesso di essere protagonista della propria vita.

La referente

Ins. Ferrari Lara

 

Pubblichiamo di seguito una delle poesie dedicate a D.L.M. da uno dei suoi compagni di classe.

 

Come io ti vedo

Te ne stai seduto,

in cerca di un saluto.

Per te non esistono porte

perché riesci a vedere oltre.

La tua sensibilità

è la tua vera abilità.

Non hai bisogno delle gambe

perché riesci comunque a superare le rampe.

Come tutti cammini,

anche se ad altezza dei bambini.

Per noi puoi sembrare strano,

ma è invece un dono sovraumano.

Sono io a sentirmi inferiore

dinanzi al tuo bagliore.

Più sensi hai sviluppato

ed a loro ti sei aggrappato.

Noi invece dobbiamo vergognarci

perché di loro abbiamo smesso di fidarci.

Sei tu che puoi insegnare

ciò che noi non riusciamo ad osservare.

Quindi quella carrozzina,

non è la tua rovina.

Simone – classe 5^ C

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