L’ASSESSORE STEFANIA CAPOCCIA RISPONDE ALL’APPELLO LANCIATO SU SEI DI VEGLIE SE…

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L’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI, STEFANIA CAPOCCIA, RISPONDE ALL’APPELLO LANCIATO SUL GRUPPO FACEBOOK “SEI DI VEGLIE SE…” A FAVORE DI UN NOSTRO CONCITTADINO SENZATETTO  

 

 

Appello di Gianni Piccinno pubblicato nel gruppo “Sei di Veglie se…” in data 5 marzo 2017 ore 13,31:

«Il nostro paese non finisce mai di stupirmi.. stamattina la storia di un nostro giovane compaesano mi ha spiazzato, mi ha spezzato le gambe, ha reso amara una domenica mattina… la storia di uomo raccontata con tutta la sua dignità, la storia di un uomo che dorme da giorni sulle panchine, o meglio, “per non farsi vedere”, dorme sulle sedie di un bar notturno mischiandosi tra la clientela, non chiede un euro, non chiede un caffè, oggi ho dovuto impormi per farmi dire da quant…o tempo non dorme in un letto e quando ha consumato il suo ultimo pasto! Con la sua pacatezza mi ha raccontato degli episodi di umile richiesta d’aiuto, del tutto inutile, a chi dovrebbe farlo, agli unici che avrebbero il potere istituzionale, perlomeno morale di aiutarlo, perche a suo dire: ” non mi permetterei mai di mettermi fuori da un supermercato e chiedere qualcosa a chi quel giorno, magari è riuscito a fare la spesa a fatica tenendo conto anche dei centesimi.” Il signore chiede una casa, “anche un garage” IN AFFITTO, a 100, 150 euro al mese, si perché lui vuole pagare, lui non pretende affitto, non pretende le utenze, non pretende i buoni spesa con i quali riempirsi i carrelli di spesa al supermercato… non ha accettato i 10 euro che gli ho messo in tasca, perché “gianni, io sono in salute, io i soldi me li voglio guadagnare, tu hai dei figli, servono più a te!”.. sono riuscito con discrezione ad offrirgli un dignitoso pranzo domenicale, e anche la cena per questa sera, ma con ciò non considero la mia coscienza a posto, anzi tutt’altro… non basta, miei cari compaesani, autorità, associazioni, e non. Chi puo fare qualcosa, per favore, che lo faccia.»

 

Risposta del 6 marzo 2017 dell’Assessore alle Politiche Sociali, Stefania Capoccia:

«Ancora una volta i social in fermento per aver “scoperto” una vicenda che ha reso amara e triste una domenica di marzo. 

Per dirla con le parole del nostro amico Gianni, non mi “stupisce” la nostra comunità, sempre attenta e sensibile ai bisogni del prossimo, sempre pronta a proporsi in aiuto di chi è meno fortunato. In questa mia esperienza di amministratore ho imparato a conoscere realtà di autentica solidarietà, sia espressa da associazioni, sempre pronte a proporre e collaborare con i servizi sociali, sia manifestata dalle altre istituzioni, mai omertose e sempre propositive, sia rivelata da semplici cittadini, spesso pronti a dimenticare i propri problemi per accogliere richieste più complesse, bisogni più grandi.

Non mi stupisce neanche l’affrettata conclusione cui giunge qualcuno che non sa e pensa che dietro al disagio di un concittadino la responsabilità possa essere di un’amministrazione latitante, di servizi sociali distratti o assenti.

Ebbene, in questa mia esperienza da Assessore ho gioito per le soluzioni trovate, per i problemi risolti, per i disagi alleviati. Ma ho imparato anche ad assaporare l’amarezza di non essere riusciti, nonostante interventi e tentativi di aiuto assicurati per anni, a rendere definitivo un benessere provvisoriamente raggiunto.

È il caso di questo nostro concittadino, verso il quale sono stati attivati negli anni ( …e sono tanti…) diversi interventi, accogliendo le sue richieste, anche con il sostegno e la collaborazione di persone attente e sensibili, come è documentato sia con atti pubblici che con informali impegni di nostri concittadini puntualmente mantenuti. Se ancora oggi si ripropongono gli stessi problemi, purtroppo, dobbiamo interrogarci sul perché.

Siamo sempre pronti, nonostante tutto, ad accogliere ancora una volta le vostre proposte e la vostra disponibilità, con l’augurio che ciò porti a risultati che finora sono stati sempre perseguiti senza essere, purtroppo, malgrado il nostro impegno, ancora  pienamente raggiunti.

Di certo, non possiamo dire di non aver ascoltato richieste di aiuto.»

Stefania Capoccia 

 

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