La legge che annulla la prescrizione dei reati è un atto di civiltà

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Ma a che gioco stanno giocando i partiti della 1^ e della 2^ Repubblica?

Il Parlamento italiano ha approvato la legge n. 3 del 9-1-2019 che cancella la prescrizione dei reati a decorrere dal 1-1-2020. Adesso il PD, Italia viva e tutti i partiti del centrodestra stanno cercando di cancellare la legge che il ministro della giustizia Alfonso Bonafede ha faticosamente fatto approvare dai due rami del Parlamento durante il governo giallo-verde. Bisogna chiarire ai cittadini italiani che la norma sulla prescrizione dei reati esiste soltanto in Italia mentre non esiste negli altri paesi europei e che la legge approvata non opera per i reati commessi prima della sua entrata in vigore: per tali reati non cambia nulla.
A questo punto più domande sorgono spontanee: perché i partiti della 1^ e della 2^ Repubblica si oppongono al cambiamento che è a favore delle vittime dei reati e contro coloro che li commettono? Come mai in altri campi si dice che dobbiamo copiare dagli altri paesi europei mentre nel campo della giustizia dobbiamo essere ancorati a vecchie logiche del passato? Forse con la nuova legge ci sarebbe meno materia del contendere e quindi ci sarebbe meno lavoro per gli avvocati? Non a caso hanno già fatto sciopero e forse continueranno a farlo se i partiti non cambiano orientamento.
Ma a che gioco stanno giocando i partiti della 1^ e della 2^ Repubblica? Qualche partito della maggioranza di governo ha addirittura minacciato di votare insieme all’opposizione per abrogare tale norma di civiltà anche a costo di una crisi di governo.
In tal caso i cittadini italiani saprebbero per chi votare.

dr. Pietro Calcagnile

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