Caso chiusura Ufficio Postale: la sindaca De Bartolomeo risponde all’interpellanza della minoranza

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25/07/2025, Consiglio Comunale di Veglie – la sindaca De Bartolomeo ha risposto all’interpellanza della minoranza sulla chiusura dell’Ufficio Postale di Veglie (“interpellanza prot. gen. n. 12208 in data 17/07/2025 presentata dai Consiglieri di minoranza inerente la chiusura temporanea dell’Ufficio Postale di Veglie”).

Il gruppo “Veglie di tutti” ha chiesto piena chiarezza sulle comunicazioni ufficiali intercorse tra il comune di Veglie e Poste Italiane, in particolare chiedendo di conoscere i tempi e le modalità di svolgimento dei fatti relativi alla chiusura dell’Ufficio Postale.

Mi rammarica dover constatare che ancora una volta l’agire della minoranza è volto esclusivamente ad attivare una contorta macchina del fango, azionata per screditare l’operato di questa amministrazione, ma nello specifico, a screditare l’operato della sindaca, cercando in tutti i modi di minare la sua reputazione e la sua credibilità”.

Inizia così la risposta della sindaca De Bartolomeo all’interpellanza della minoranza, la quale prosegue:

Il primo avviso ufficiale della chiusura della sede di Poste arrivava in data 2 luglio 2025 e già nella giornata del 2 luglio stesso veniva attivata dalla sottoscritta l’attività con gli uffici Relazioni Istituzionali Roma Sud di Poste Italiane.

In verità, e qui vorrei fare una piccola digressione, intorno alla prima decade di giugno venivo contattata in via confidenziale dal direttore della filiale di Veglie, dell’ufficio postale di Veglie, il quale mi preannunciava che prima della fine dell’anno la filiale sarebbe stata oggetto di ristrutturazione nell’ambito del progetto Polis e che probabilmente, ma non era certo, vi sarebbe stata una chiusura temporanea, ma che comunque mi sarebbero giunte le dovute comunicazioni ufficiali con il dovuto anticipo.

Preoccupata per questa notizia, seppur confidenziale, ho avvisato il segretario comunale e con lui mi recavo in visita ufficiosa presso l’ufficio postale di Veglie per incontrare il direttore di filiale e rappresentare, nell’eventualità della chiusura temporanea della filiale di Veglie, l’opportunità di offrire, come Comune, le aree e le strutture dell’area mercatale, oppure, nell’ipotesi in cui ve ne fosse stata possibilità, un’area per la predisposizione di container.

Tuttavia, le proposte non avevano riscontro né formale né informale. Pertanto, incerti nelle tempistiche e nelle modalità, nulla si poteva fare senza l’ufficiale effettiva comunicazione della chiusura.

 E dico questo perché, badiamo, non vi è nessuna notizia certa e fondata fino a quella data che l’ufficio postale che doveva essere interessato da ristrutturazione sarebbe stato chiuso”.

La sindaca accusa la minoranza di aver montato “una macchinosa bugia” allo scopo di infangare il sindaco, accusando di aver utilizzato argomentazioni “di basso profilo o manifestamente infondate”.

La sindaca ritorna poi sul punto:

Il 2 luglio arriva la prima nota ufficiale da Poste Italiane a firma del direttore della filiale di Lecce, con la quale veniva comunicata alla sottoscritta l’imminente chiusura al 14 luglio, nonché la soluzione unica di fare riferimento all’ufficio postale di Leverano.

Prontamente la sottoscritta provvedeva a rispondere riproponendo le possibili opzioni e informando il prefetto degli accadimenti.

Tanto fatto che Sua Eccellenza, con nota scritta che è in mio possesso e mi sorprende che voi consiglieri di opposizione abbiate deciso di non rilevare dall’accesso al protocollo che avete fatto successivamente, chiedeva a Poste Italiane e di valutare positivamente quella che era la richiesta del sindaco e di addivenire ad una soluzione.

Lo stesso giorno Poste Italiane riscontra la mia nota sottolineando che […] «la soluzione di un ufficio appoggio presso i locali che non siano di pertinenza aziendale non rispetterebbero i parametri strutturali e di sicurezza certificati dall’azienda»

[…] In data 21 luglio la sottoscritta, a sua firma, diffida legalmente Poste Italiane.

Sottolineo come il sindaco che tanto volete infangare, minare e danneggiare agli occhi della gente e dei vegliesi sia una persona che si è presa la responsabilità di scrivere e firmare al prefetto, di scrivere a Poste Italiane e firmare, ma soprattutto di scrivere e firmare una diffida legale a Poste Italiane”.

La sind. De Bartolomeo accusa, inoltre, la minoranza di aver cercato “disperatamente” una “nota refuso massiva” per minare la sua reputazione.

Prosegue dando una spiegazione della nota di marzo:

 “Quella nota non è stata mandata da Poste Italiane, ma da un immobiliare di poste. E come ben sapete, porta dei riferimenti che non hanno a che fare con Veglie, perché l’unico ufficio postale in via Quasimodo è a Bari. E soprattutto perché, come ben sappiamo, il nostro ufficio postale non è interessato da una ristrutturazione superiore a tre mesi tale da poter valutare container. […] In fondo una nota del genere è seguente a una comunicazione di chiusura della sede che a noi non è mai arrivata.

 […] era una nota arrivata per sbaglio, come sappiamo bene, e questa circostanza è nota all’opposizione, che ha comunque scelto di montare ad arte questo teatrino pur di far parlare alla pancia dei cittadini e aizzarlo contro di noi”.

Successivamente, rivolgendosi alla consigliera Capoccia, la sindaca afferma:

Lei sapeva bene che Veglie non era interessata da quella nota per la tipologia di ristrutturazione e tempistica di chiusura? È vero o non è vero, consigliere Capoccia? Che lei sapeva che Veglie non rientrava in quella nota perché proprio il geometra dell’immobiliare che lei ha contattato ha riferito telefonicamente a lei che i container per Veglie non erano previsti per tipologie, ristrutturazioni e tempistiche di chiusura. […] Gliel’hanno riferito che era un errore di invio massivo. E questo non me lo sto inventando.

Il geometra responsabile della società, che inviava la nota di marzo, è stato contattato anche da me, consigliera, e mi ha candidamente riferito che giorno 17 luglio alle ore 18:00 veniva contattato da un’utenza telefonica riconducibile a lei, che si qualificava come assessore del comune pur di avere delle informazioni, […] riferendole che era una nota refuso”.

Conclude:

Avete cercato di proiettare il vostro di film e di portare il cinema in questa Assise, e allora il finale provo a dirvelo io, perché con una nota successiva dopo tutta la macchina del fango che avete innescato, me lo sono fatto scrivere io dalla filiale, la filiale! Spostare l’offerta su altra filiale è «migliore offerta alternativa considerata la durata e la tipologia dell’intervento da eseguire».

Ed ancora una volta Poste Italiane non parla di container, non richiama alcuna nota di marzo perché come sappiamo tutti qui dentro era una nota che prevedeva tipologie differenti di interventi e, nelle more del vostro gettare fango, io mi rivolgo ai cittadini e ai vegliesi che con tutte le mie forze sto cercando di far anticipare l’apertura dell’ufficio postale perché i servizi territoriali per questa amministrazione sono la priorità.

Le bugie, le pantomime e i film noi sinceramente li lasciamo agli altri”.

Risponde la consigliera Capoccia, ribadendo il ritardo nella comunicazione ai cittadini da parte della sindaca, la quale, sostiene, era a conoscenza dei lavori sin da marzo.

La accusa, inoltre, di non aver fornito alla minoranza tutti gli atti ufficiali della comunicazione con Poste, dando solo quanto era stato fatto vedere ai cittadini. Da qui la richiesta del gruppo di minoranza di accesso agli atti del protocollo.

La consigliera ribadisce che sono state omesse delle comunicazioni e che vi era stato tutto il tempo per poter evitare la chiusura.

Conclude affermando: “io chiedo pubblicamente alla sindaca di ammettere che non ha fatto le cose come dovevano essere fatte, chiedo le sue dimissioni e adesso avvieremo anche una mozione di sfiducia perché è stata nascosta la verità”.

È possibile visualizzare il Consiglio Comunale del 25/07/2025 al seguente link: https://www.youtube.com/live/iYo_8aYJGM0?si=JwNzvlLnDorxmRoK

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